
Gli israeliani hanno attaccato questa notte la nave turca "Mavi Marmara" una delle sei navi della "Freedom fottiglia" salpate ieri per portare gli aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza mentre si trovavano nelle acque internazionali a 75 miglia dalla costa di Israele. Uomini delle forze speciali armati fino ai denti hanno fatto irruzione nella nave calandosi dagli elicotteri ed hanno aperto il fuoco. Un vero e proprio assalto che si è trasformato in una carneficina.
Si parla di almeno 19 attivisti rimasti uccisi dall'incursione, e 50 persone ferite durante quest'operazione militare che ha scosso l'opinione pubblica mondiale. Ma il bilancio potrebbe essere molto più grave.
La coalizione formata dal Free Gaza Movement (FG), European Campaign to End the Siege of Gaza (ECESG), Insani Yardim Vakfi (IHH), Perdana Global Peace Organisation , Ship to Gaza Greece, Ship to Gaza Sweden, e International Committee to Lift the Siege on Gaza ha lanciato un appello alla comunità internazionale per chiedere ad Israele di fermare questo brutale attacco contro civili. Il ministero degli Esteri turco ha protestato per quest'azione condotta dalla marina israeliana definendola "inaccettabile" ed ha subito convocato l'ambasciatore israeliano in Turchia. Il capo di Stato Maggiore delle Forze armate turche, generale Ilker Basbug, dopo aver appreso la notizia, ha interrotto la visita ufficiale che stava compiendo in Egitto per rientrare con urgenza in patria. Ma non solo. Il governo di Ankara ha, infatti, deciso di annullare tre manovre militari congiunte con i militari israeliani previste per oggi ed ha annullato la partita di calcio in programma tra la nazionale Under 18 turca e quella israeliana.
Hasan Naiboglu, sottosegretario del Dipartimento marittimo del ministero dei Trasporti turco, ha precisato che la nave è stata intercettatata illegalmente dalla Marina militare israeliana in quanto le imbarcazioni non erano entrate nelle acque territoriali dello Stato ebraico, ma bensì si trovavano in acque internazionali, a circa 70 miglia nautiche (130 km) dalla terraferma. Intanto le navi stanno raggiungendo il porto di Ashdodscortate dalle unità navali israeliane. La Turchia intanto ha richiamato oggi il proprio ambasciatore in Israele.
Sul piano della diplomazia questo grave episodio ha incrinato del tutto i rapporti Israelo-Turchi gà freddi dopo l'operazione "Piombo Fuso". La Turchia nel frattempo aveva pensato a migliorare i rapporti con l'Iran e questo episodio potrebbe davvero complicare una situazione già a rischio. Lo stesso alto commissario dell'Onu per i diritti umani Navi Pillay si è detta scioccata per l'assalto israeliano contro la flottiglia di navi filopalestinese diretta a Gaza. e ha chiesto una "immediata e totalmente indipendente" inchiesta e la revoca del blocco israeliano che colpisce Gaza. Una ferma condanna è stata espressa anche dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato in sessione di emergenza alle 13 a New York, le 19 in Italia.
A bordo della nave turca Mavi Marmaris ci sarebbe anche un bimbo di appena 6 mesi. A darne notizia è Veisel Basar, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione umanitaria turca Diritti Umani e Libertà.
"L'attacco contro la flottiglia di imbarcazioni di attivisti diretti a Gaza da parte della marina israeliana è un attacco ingiustificato che rappresenta una violazione chiara e inaccettabile del diritto internazionale". Questo è stato il commento del presidente dell'Europarlamento Jerzy Buzek, che ora chiede a Israele di spiegare le sue azioni immediatamente cooperando con una eventuale inchiesta.
Gaza. Si teme escalation di violenza
A Gaza City e su tutta la Striscia sono in corso manifestazioni di protesta. "Il clima che si respira è pesante e i rischi di escalation della violenza sono concreti" commenta padre Jorge Hernandez, parroco della Striscia. Una tragedia - afferma il religioso - accaduta proprio nel pieno della 'Settimana di mondiale per la pace in Palestina e in Israele, iniziativa del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc). Non so esprimere il nostro disagio davanti a un fatto del genere che doveva e poteva essere evitato".
Scontri all'Università di Haifa
All'Università di Haifa si sono registrati scontri tra studenti arabi ed ebrei. Secondo quanto riferiscono fonti locali anche la Polizia sarebbe stata coinvolta negli incidenti e un funzionario sarebbe rimasto ferito da una sassaiola lanciata dagli universitari. La situazione che si respira resta particolarmente tesa e molti temono che questo sia solo l'inizio di un escalation di violenza tra gli ebrei e la minoranza arabo-israeliana.
Proteste davanti alle ambasciate israeliane.
A Istambul 5mila persone stanno sfilando tra il consolato di Israele e la centralissima piazza Taksim in segno di protesta contro l'assalt. La folla ha cominciato a radunarsi davanti al consolato israeliano già pochi minuti dopo che radio e Tv avevano dato notizia dell'attacco al convoglio umanitario. In molti hanno lanciato bottiglie d'acqua e altri oggetti contro l'ingresso dell'edificio. Scene di rabbia e proteste anche ad Ankara davanti alla residenza dell'ambasciatore israeliano in Turchia Gaby Levi, dove sempre da stamani centinaia di persone con bandiere turche e palestinesi gridano o pregano sotto gli occhi vigili della polizia a protezione dell'edificio. L'Unione della sinistra radicale greca, Syriza ha convocato per oggi pomeriggio una manifestazione davanti all'ambasciata israeliana per protestare ed ha chiesto al governo di esigere 'l'immediata liberazione dei cittadini greci. Il Partito comunista (Kke) ha chiesto al governo di Giorgio Papandreou di annullare "qualsiasi cooperazione militare con Israele".
Anche in Egitto centinaia di egiziani sono scese in piazza per manifestare il proprio dissenso davanti al ministero degli esteri israeliano, invocando l'espulsione dell'ambasciatore presente al Cairo e chiedendo la rottura delle relazioni con Israele. Questo pomeriggio si manifesta anche a Baghdad, dove il leader radicale sciita iracheno Moqtada Sadr, definentdo l'accaduto frutto del "terrorismo sionista-israeliano", ha indetto una mobilitazione di protesta. Anche a Sarajevo è in corso un sit-in di protesta. Centinaia di dimostranti, fra i quali numerosi studenti palestinesi e turchi, hanno attraversato in corteo le vie del centro storico della città bosniaca, arrivando fino alla sede del parlamento, con bandiere palestinesi e turche, scandendo slogan anti-israeliani a sostegno delle autorità palestinesi. Per il presidente di turno della presidenza collegiale bosniaca, Per Silajdzic, i responsabili di tale crimine dovranno assumersi le loro responsabilità sulla base del diritto umanitario internazionale.
Le reazioni. Conseguenze irreparabili nei rapporti diplomatici
Hamas ha denunciato a Gaza l'arrembaggio della flottiglia di aiuti umanitari e di attivisti filopalestinesi da parte della marina israeliana, affermando che si tratta di «terrorismo organizzato di stato». La situazione ora è precipitata e la reazione di Israele contro la nave dei pacifisti sta provocando una serie di incidenti diplomatici a catena. Il governo greco ha attivato l'unità di crisi ed ha chiesto al governo israeliano chiarimenti e spiegazioni sull'assalto alla 'Flottiglià. Il ministero degli Esteri ha inoltre contattato l'ambasciatore israeliano ad Atene per chiedergli informazioni dettagliate e assicurazioni sulla salute e la sicurezza dei cittadini greci che si trovavano a bordo della Flottiglia. Intanto Israele ha innalzato il livello di allerta in tutto il paese temendo scontri nel Nord. La situazione potrebbe farsi incandescente nei territori della striscia di Gaza dove la popolazione attendeva con partecipazione l'arrivo della Flottilla. Nel frattempo in tutta Italia i movimenti pacifisti stanno preparando una serie di manifestazioni di protesta per condannare l'attacco.
Il governo del Kuwait ha convocato una sessione straordinaria nel pomeriggio per discutere sviluppi e conseguenze dell'attacco israeliano alla «Freedom Flottiglia»,nella quale viaggiavano anche 16 cittadini kuwaitani. Dura condanna per l'uso della forza da parte di Israele contro la Flottiglia pacifista è arrivato dal governo di Islamabad, i cui membri hanno espresso una chiara preoccupazione per i tre pakistani che partecipano alla missione umanitaria. "L'uccisione di membri di questa missione umanitaria, che comprende anche donne, è brutale, disumana e costituisce una palese violazione delle leggi internazionali" ha commentato il governo del Pakistan.
Un coro di condanne
La Svezia, come stanno facendo altri paesi, ha convocato l'ambasciatore israeliano a Stoccolma al ministero degli Esteri, definendo totalmente inaccettabile l'assalto. Analoga reazione da parte di Giordania, Belgio e Spagna che hanno convocato questa mattina l'ambasciatore israeliano rispettivamente ad Amman e a Madrid per chiedere spiegazioni sul drammatico episodio. Il governo francese chiede, invece, che venga fatta luce su questo dramma aprendo un'inchiesta approfondita. Lo stesso presidente Sarkozy ha condannato l'uso sproporzionato della forza da parte dello stato ebraico, mentre il ministero degli Esteri francese ha convocato per questo pomeriggio l'ambasciatore israeliano in Francia, Daniel Shek, per ricevere spiegazioni.
Il governo tedesco si è detto sconvolto per questa inaudita vicenda. Così ha riferito il portavoce Ulrich Wilhelm. A bordo della nave c'erano sei cittadini tedeschi, tra cui due deputati del Bundestag.
Al momento il governo italiano non si è espresso sull'accaduto, nonostante il senatore Pietro Marcenaro, presidente della Commissione parlamentare per i Diritti Umani di Palazzo Madama, abbia chiesto formalmente all'Esecutivo di riferire immediatamente in Parlamento su quanto sta accadendo. "Il massacro compiuto al largo del porto di Ashdod è una follia. - ha detto Mercenaro -. Il governo israeliano dovrà risponderne. Non è solo un'evidente iniziativa contro la volontà di pace della comunità internazionale ma anche e in primo luogo contro la democrazia israeliana e contro tutti quelli che in Israele rifiutano le scelte rovinose dell'attuale esecutivo". Stessa richiesta è partita dall'Italia dei Valori che chiede al governo d'intervenite immediatamente in Aula. Solo qualche minuto fa alle 12,20 il ministro degli Esteri, Franco Frattini, incontrando i giornalisti alla Farnesina si è spresso dicendo che "è indispensabile che un'inchiesta accerti la verità dei fatti: facciamo appello per un'inchiesta seria e dettagliata e credo sia indispensabile che l'Ue venga associata per essere informata direttamente di quello che sarà accertato".
Grande preoccupazione per l'accaduto è stata espressa anche dalla Santa Sede. "Si tratta di un fatto molto doloroso, - ha riferito Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana - in particolare per la inutile perdita di vite umane. La situazione viene seguita in Vaticano con grande attenzione e preoccupazione. Come è noto - ha sottolineato Lombardi - la Santa Sede è sempre contraria all'impiego della violenza, da qualsiasi parte essa venga, perchè rende sempre più difficile la ricerca delle soluzioni pacifiche, che sono le sole lungimiranti".
Critiche arrivano anche dalle forze politiche della sinistra e dell'opposione. Paolo Ferrero, segretario della Federazione della sinistra, condannando l'aggressione invoca il boicottaggio dei prodotti israeliana parlando della più grave "strage compiuta contro chi, da volontario, ha il compito di essere operatore di pace". Per
A bordo 26 italiani. Ecco alcuni nomi
Ricordiamo che a bordo delle navi che trasportano complessivamente 650 persone si trovano 26 nostri connazionali, che sembra non siano stati coivvolti nell'attacco. Tra di loro la giornalista torinese Angela Lano, 47 anni direttrice del quoridiano on line Infopal e Manolo Luppichini, un free lance e regista romano che, tra l'altro, ha collaborato con il programma Presa diretta di Rai3, Manuel Zani, un altro free lance, e Joe Fallisi, un tenore milanese, e
monsignor Hilarion Capucci, arcivescovo palestinese greco-cattolico (melchita) , fiorentino d'adozione.
Anche la Cgil, che ha espresso il suo profondo cordoglio alle famiglie delle vittime, ha chiesto al Governo Italiano, all'Unione Europea e alla Comunità Internazionale la più ferma condanna del comportamento di Israele. "Non è più possibile rimanere inerti di fronte al continuo aggravarsi del dramma della popolazione di Gaza -si legge in una nota diffusa dal sindacato -. L'Italia e la Ue, coerentemente con tale posizione, devono essere ben più incisivi rispetto all'insostenibilità dell'attuale situazione umanitaria di Gaza e devono chiamare in causa la diretta responsabilità di Israele, che continua nel suo rifiuto del rispetto dei deliberati e dei trattati internazionali, come dimostra anche la mancata adesione al trattato di non proliferazione nucleare".
Israele si difende: "Le navi avevano lo scopo di provocare"
Secondo Israele lo scopo degli organizzatori della flottiglia di attivisti filopalestinesi non era di portare aiuti umanitari a Gaza ma di attuare una deliberata provocazione ai danni dello stato ebraico. Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri israeliano Dany Ayalon in una conferenza stampa a Gerusalemme, affermando inoltre che "a Gaza un problema umanitario non esiste". A suo dire almeno due pistole, oltre a armi da taglio e contundenti, sono state trovate in possesso di passeggeri delle navi fermate dalla marina militare israeliana. Ayalon ha giustificato l'assedio israeliano della striscia di Gaza affermando che la libera apertura di un corridoio navale con Gaza permetterebbe l'afflusso di armi e terroristi nella Striscia con l'intento di colpire Israele. Ayalon ha esortato gli stati i cui cittadini si trovano tra i passeggeri della flottiglia a collaborare assieme a Israele per calmare gli animi infuriati delle rispettive opinioni pubbliche e arrivare alla chiusura rapida e per quanto possibile pacifica dell'incidente, nel quale almeno una decina di attivisti filopalestinesi sono stati uccisi.
Mobilitazioni oggi a Roma e in tutta Italia
Alle ore 17.00 a piazza San Marco numerose organizzazioni aderiranno ad un sit-in di protesta contro i fatti accaduti e a sostegno della missione umanitaria.Ed è davvero lunga la lista delle città dove sono state organizzati sit-in di protesta per dissentire dall'attacco delle forze militari israeliane. Ecco i maggiori appuntamenti:
* Bergamo ore 18.00 Piazza Vittorio Veneto
* Bologna ore 17.00 in piazza Nettuno
* Firenze ore 17.00 davanti a prefettura
* Genova: ore 18.00 piazza De Ferrari
* Grosseto: ore 18 davanti a prefettura
* L'Aquila ore 18.00 rotonda della Guardia di Finanza
* Livorno ore 18.00 Piazza Grande
* Milano: ore 18.00 in piazza San Babila
* Modena ore 17 sotto la Ghirlandina
* Napoli: ore 17 piazza Plebiscito
* Padova: ore 17:30 davanti alla prefettura
* Parma ore 18.00 in Piazzale della Pace
* Pesaro - ore 18.30 davanti al Comune
* Treviso - ore 18.00 davanti alla Prefettura
* Roma, ore 17.00 piazza San Marco
* Torino: ore 17.00 davanti a palazzo Nuovo
* Varese ore 17 davanti alla prefettura
* Venezia ore 17.00 - Ponte di Rialto
* Viareggio ore 17 davanti al comune
* Vicenza - ore 18.30 davanti alla Prefettura














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