mercoledì 3 novembre 2010

Situazione alluvione: Solidarietà attiva!


L'esondazione del fiume Bacchiglione ha provocato una situazione di emergenza nella città di Vicenza e in alcuni comuni limitrofi, dove interi quartieri sono sotto un metro di acqua e molte abitazioni sono senza nè luce nè gas da ieri.

In questa situazione gravissima è importante rispondere con senso di solidarietà e di partecipazione democratica, primariamente per superare l'emergenza ed anche per individuarne prontamente cause e responsabilità, affinchè ciò non abbia a ripetersi.
Oltre al repentino cambiamento di temperatura che ha comportato il veloce scioglimento della neve caduta nei giorni scorsi, molto è da attribuire alla dissennata politica di cementificazione del territorio (non secondaria la gigantesca opera di edificazione della base militare USA al Dal Molin) ed infine alla politica dei tagli alla manutenzione del patrimonio idrogeologico, con la mancata pulizia dei fiumi e dei fossi che abbondano nel nostro territorio.
In una parola la logica del profitto e della speculazione edilizia ha mostrato ancora una volta di essere contro l'uomo e contro la natura.
Il punto però è che una situazione di difficoltà come l’attuale non potrà essere risolta dalle singole risorse del Comune.
Stiamo intervenendo presso la Regione, con il nostro consigliere regionale Pietrangelo Pettenò presso il Consiglio Regionale perché, superata la crisi immediata, si metta da parte un consistente aiuto e che diventino priorità del Veneto la ricostruzione ed il totale ripristino della vita e della quotidianità vicentina, rappresentato in particolare dalle attività di chi lavora nel nostro territorio, anche al fine di attuare una politica diversa e sostenibile sul territorio, di prevenzione e di maggiore lungimiranza.
In queste ore Guido Bertolaso, resp. Protezione Civile Nazionale, è a Vicenza: ci auguriamo che il problema di Vicenza e provincia diventi una priorità anche per lo Stato e che si valuti un serio investimento concreto, non come quello che purtroppo abbiamo visto in altre parti d’Italia, per monitorare e tentare di risolvere i problemi della nostra città e di tutta la Provincia: un patrimonio di tutti.

Alle ore 17.30 di oggi mercoledì 3/11 ci troviamo tutti nella sede di Via A. Mario 12 per fare il punto sulla situazione alluvione e cominciare ad organizzare le prime iniziative di solidarietà attiva con i nostri concittadini.

Prc e Giovani Comunisti/e del Circolo "Antonio Gramsci" di Vicenza
L'esondazione del fiume Bacchiglione ha provocato una situazione di emergenza nella città di Vicenza e in alcuni comuni limitrofi, dove interi quartieri sono sotto un metro di acqua e molte abitazioni sono senza nè luce nè gas da ieri.

In questa situazione gravissima è importante rispondere con senso di solidarietà e di partecipazione democratica, primariamente per superare l'emergenza ed anche per individuarne prontamente cause e responsabilità, affinchè ciò non abbia a ripetersi.
Oltre al repentino cambiamento di temperatura che ha comportato il veloce scioglimento della neve caduta nei giorni scorsi, molto è da attribuire alla dissennata politica di cementificazione del territorio (non secondaria la gigantesca opera di edificazione della base militare USA al Dal Molin) ed infine alla politica dei tagli alla manutenzione del patrimonio idrogeologico, con la mancata pulizia dei fiumi e dei fossi che abbondano nel nostro territorio.
In una parola la logica del profitto e della speculazione edilizia ha mostrato ancora una volta di essere contro l'uomo e contro la natura.
Il punto però è che una situazione di difficoltà come l’attuale non potrà essere risolta dalle singole risorse del Comune.
Stiamo intervenendo presso la Regione, con il nostro consigliere regionale Pietrangelo Pettenò presso il Consiglio Regionale perché, superata la crisi immediata, si metta da parte un consistente aiuto e che diventino priorità del Veneto la ricostruzione ed il totale ripristino della vita e della quotidianità vicentina, rappresentato in particolare dalle attività di chi lavora nel nostro territorio, anche al fine di attuare una politica diversa e sostenibile sul territorio, di prevenzione e di maggiore lungimiranza.
In queste ore Guido Bertolaso, resp. Protezione Civile Nazionale, è a Vicenza: ci auguriamo che il problema di Vicenza e provincia diventi una priorità anche per lo Stato e che si valuti un serio investimento concreto, non come quello che purtroppo abbiamo visto in altre parti d’Italia, per monitorare e tentare di risolvere i problemi della nostra città e di tutta la Provincia: un patrimonio di tutti
Giovani Comunisti/e

sabato 4 settembre 2010

Esplode la protesta dei precari. La Gelmini rifiuta qualsiasi dialogo: "Troppi e strumentalizzati"


Possono anche crepare di fame. Esplode in tutta Italia la protesta dei precari, tra scioperi della fame ed occupazione dei provveditorati, il ministro della scuola, Mariastella Gelmini, si rifiuta di incontrare i precari. «Non incontrerò chi è venuto a protestare davanti a Palazzo Chigi», ha detto nel corso della conferenza stampa sull’apertura del nuovo anno scolastico tenuta ieri mattina nella sede del governo. «Protestano - ha spiegato - senza ancora sapere se sono stati esclusi. Non si tratta di persone che sono state licenziate. Presumono di non avere un posto di lavoro, ma il ministero non ha ancora completato le operazioni». Per la responsabile del ministero di viale Trastevere la vasta mobilitazione nazionale di questi giorni sarebbe un fatto del tutto strumentale, «alcuni di quelli che protestano in piazza non sono precari ma esponenti di Italia dei valori». Così la Flc Cgil, il Coordinamento precari della scuola, i Cobas e le Rappresentanze di base hanno avuto il ben servito. La ministra, che per l’esame di abilitazione alla professione forense si recò nel 2001 da Brescia a Reggio Calabria (dove le statistiche dicono che non viene bocciato nessuno), nemmeno distingue l’abissale differenza che passa tra sigle sindacali, movimenti di base dei lavoratori e forze politiche che hanno l’abitudine di reclamare più manette per tutti e nulla sanno di sociale e di lavoro. Purtroppo siamo in tempi di Onagrocrazia, come diceva Benedetto Croce riferendosi al «potere degli asini raglianti». L’anno scolastico parte con 50 mila classi prive d’insegnanti, 1600 senza presidi, 8 miliardi di euro in meno in tre anni e 170 mila docenti e dipendenti lasciati per strada dopo anni di lavoro, ma per la ministra tutto ciò non esiste. Le cose vanno benissimo. Durante la conferenza stampa ha snocciolato una lunga serie di cifre che, a suo dire, segnano in positivo la «svolta epocale» introdotta con la riforma della scuola secondaria. Secondo i calcoli del ministero citati dalla Gelmini, la riforma del reclutamento degli insegnanti ridurrebbe il precariato, il taglio «vero» effettuato dal governo sarebbe quest’anno soltanto di 2000 cattedre a fronte della 10 mila dello scorso anno, per uno smantellamento complessivo di 87 mila posti in tre anni, di cui 67 mila fino ad oggi. L’introduzione dei licei linguistici e musicali avrebbe riscontrato un buon successo come il tempo pieno nelle scuole elementari, che sarebbe cresciuto del 3%. Anche per i disabili, secondo la ministra, sarebbero aumentati i posti di sostegno, mentre sui precari sarebbe pronto un decreto che darebbe priorità nell’attribuzione delle supplenze a coloro che hanno perso la cattedra. Altri precari “tagliati” verrebbero recuperati grazie ad accordi con le regioni e l’uso di fondi Ue. Insomma un quadro della scuola assolutamente roseo dove l’unico neo verrebbe dal passato: «Duecentomila precari sono il frutto di decenni di politica in cui si sono distribuiti posti che la scuola non era in grado di assorbire». Il passato per Gelmini è un’ossessione, in particolare quel Sessantotto che «ha propagandato un egalitarismo falso e profondamente deleterio. Ha svuotato di significato i principi di merito e di autorità», come ha spiegato in un’intervista al Messaggero di sant’Antonio per concludere che il «merito è l’unico criterio veramente democratico». E così per tutelare una didattica ispirata sempre più all’ordine e alla disciplina, ha terminato la conferenza stampa annunciando che «non si potranno più superare i cinquanta giorni di assenza, pena la bocciatura». Dura la risposta venuta dal presidio dei precari posto sotto Montecitorio, «Troppo facile accusarci di essere militanti politici. Così si aggira il problema per il quale chiediamo un confronto: la qualità della didattica, la qualità del lavoro, la ricaduta dei tagli sul personale della scuola e sulla società civile». Alle accuse della ministra i lavoratori rispondono che non c’è bisogno di attendere le chiamate per sapere che non ci sarà un lavoro quest’anno, «basta guardare le disponibilità pubblicate dai provveditorati e i numeri dei convocati: chi è fuori sa già di esserlo, molti lo sono sin dallo scorso anno». Diecimila assunzioni sono irrisorie, - fanno sapere - a fronte di 67 mila posti a tempo indeterminato tagliati e delle 130 mila cattedre tuttora vacanti. Anche sul tempo pieno «diverse famiglie si sono viste rifiutare il tempo pieno per i loro figli; nel solo Lazio 2800 bambini non vi sono stati ammessi».

giovedì 2 settembre 2010

I finiani: "Per contestare Fini, squadracce del Pdl 'comunistoide'". Un paragone volgare e stupido


Si vede il nervosismo dei finiani alla vigilia della Festa Tricolore, che si terrà a Mirabello, dove è atteso per domenica l’intervento di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera è atteso al varco da Berlusconi, Bossi, e in particolare dagli ex colonnelli di An, i più accaniti contro il loro ex capo.
Da quello che si evince dalla lettura approfondita dei principali quotidiani nazionali, negli ambienti romani è stata fatta circolare la notizia che il Pdl, o meglio associazioni del Pdl, per la precisione quella diretta dalla ministra Brambilla, starebbero preparando una manifestazione di contestazione a Fini. Si fa circolare la voce che il “traditore”, anche se non darà l’annuncio ufficiale, tratteggerà i caratteri del nuovo partito che nascerà presumibilmente a novembre.
Pressione fortissima sui finiani che rispondono nel modo peggiore possibile, una sorta di autorete che non giova certo a Fini, fra volgarità e stupidaggine. Anzi, lo danneggia e non poco.
Il sito di “Generazione Italia” paragona il Pdl che organizza la contestazione, ai comunisti. Copre il logo del berlusconiano “Popolo della Libertà” con una stella in cui campeggia una falce e un martello. Parla di “una deriva sinistrorsa/comunistoide del Pdl” confermata “da una telefonata di un nostro amico napoletano che ci informa che è stato contattato da un consigliere provinciale del Pdl che gli ha fatto una richiesta particolare: ‘Stiamo organizzando con la Brambilla una contestazione a Fini quando parlerà a Mirabello. Riesci a riempirmi un pullman? E’ tutto a spese del partito’”.
“Gli daranno anche il panino – si legge sul sito – in puro stile Cgil. E magari anche un libretto rosso con tutte le istruzioni per contestare il nemico del popolo”. Altra stupidaggine gratuita.
C’era proprio bisogno di chiamare in causa la più grande organizzazione sindacale italiana? E che ne sanno, loro, che nell’albo genealogico, pur rinnovati e purificati, hanno l’Msi, erede del fascismo, di quanti sacrifici, di quante lotte siano stati protagonisti lavoratori e pensionati italiani per conquistare e difendere la democrazia, che i nazifascisti avevano messo sotto i piedi? Dimenticano, sarà bene ricordarlo, che Mussolini e le squadracce fasciste per primi colpirono obiettivi sensibili come le Camera del Lavoro, le sedi dei sindacati, chiusero nelle carceri tanti comunisti, socialisti, repubblicani, liberali, cattolici democratici, tutti coloro che si opponevano al regime e che uccisero uomini come Matteotti. Siamo alle comiche finali - conclude Generazione Italia riprendendo la celebre frase che Gianfranco Fini pronunciò nei confronti di Silvio Berlusconi - e questa volta per davvero". Parole queste molto chiare, un atto di accusa contro l Pdl. Resta inspiegabile la chiamata in causa dei comunisti. Una gaffe? Un modo per svincolarsi dall’accusa dei berlusconiani che Fini se la intende con la sinistra? Addirittura per replicare a chi accusa il presidente della Camera di muoversi in sintonia con Giorgio Napolitano, il capo dello Stato, che viene proprio dal partito dei comunisti? Sia come sia, resta una stupidaggine volgare. La falce e il martello sono simbolo storico delle lotte operaie, dei lavoratori, del loro riscatto. Sono la parte migliore della nostra storia, la storia della democrazia italiana ed europea.
Non è interesse di Fini, crediamo, distogliere l’attenzione dai contenuti del discorso che terrà.
Il tam tam di queste ore annuncia che il presidente della Camera confermerà la fiducia al governo, non lancerà il nuovo partito, ma delineerà un programma e un progetto per una destra europea. "Non farà sconti sui temi della moralità e della legalità", leggi processo breve sul quale gli scriba berlusconiani,da Ghedini a Alfano, passando per Gianni Letta, cercano di mettere a punto un testo sul quale possa arrivare il voto favorevole dei finiani. Come se stesse parlando una verginella che fino ad oggi, anzi ancora oggi, continua a governare con Berlusconi e che alla fine della giornata, a colpi di fiducia e ritirandosi dopo ogni battaglietta, vota leggi ad personam, leggi contro i lavoratori, avvalla la distruzione della Scuola pubblica, della Sanità, di un modello di società costruito nel fuoco della lotta politica di operai e studenti.

mercoledì 18 agosto 2010

Quando l'ipocrisia veste il verde della Lega


La Lega Nord, nota per le posizioni dure e moraliste su prostitute e sicurezza, si ritrova uno degli esecutori materiali di questa linea di apparente intransigenza sul territorio immischiato in affari che non sono proprio coerenti con la casacca, o meglio la ipocrita maschera, che indossa.

Celato dietro la veste di assessore alla sicurezza leghista, nel Comune di Barbarano Vicentino, gestiva due siti on line con annunci di prestazioni sessuali. Ragazze dell'est e trans pagavano 150 euro al mese per inserire le loro offerte.

Alessandro Costa è quindi indagato dalla Procura di Padova per l’ipotesi di sfruttamento della prostituzione. I carabinieri della compagnia di Padova hanno perquisito la sua abitazione e gli uffici dell’assessorato nell’ambito di un’indagine su sfruttamento della prostituzione che vede al centro alcuni siti internet a luci rosse, attivi agli indirizzi «bestannunci», già oscurati dalla squadra mobile di Verona nel marzo dello scorso anno.

Costa, che lavora come vigile urbano in un altro comune vicentino, è sospettato dagli inquirenti di essere al vertice dell’organizzazione che faceva affari con gli annunci hot su questi siti per appuntamenti. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dal pm Vartan Giacomelli, Costa, di fatto titolare degli indirizzi internet ’bestannunci.us’ e ’bestannunci.in’, che richiamano ad un altro collegamento analogo, si sarebbe avvalso di due complici vicentini con il compito di agenti procacciatori di clienti nell’ambiente della prostituzione - soprattutto lucciole dell’est europeo e trans sudamericani. Clienti, circa un centinaio, che pagavano un canone mensile di circa 150 euro per pubblicare le loro offerte di appuntamento sui siti.

Alessandro Costa era finito nei guai alcuni mesi fa per aver smarrito la pistola d’ordinanza, e per questo era stato cautelativamente sospeso dal suo incarico di agente della polizia municipale, in un altro comune del Vicentino. Nelle prossime ore, secondo quanto si è appreso, dovrebbe essere formalizzata anche la revoca nei suoi confronti di tutte le deleghe da assessore alla sicurezza nel Comune di Barbarano.

Nel pomeriggio è arrivata la sospensione dalla Lega decisa dal segretario provinciale Paolo Franco «in attesa che l’attività degli investigatori e della magistratura concluda le opportune indagini e appuri se sussistano o meno sue responsabilità».

martedì 13 luglio 2010

Acqua Pubblica: 10450 firme da provincia di Vicenza



Dopo due mesi di duro lavoro coordinato fra centinaia di realtà in tutta Italia è l'ora di raccogliere i frutti. La settimana prossima saranno ultimate le procedure di raccolta moduli certificati in tutte le provincie per permettere alla sede nazionale di controllarle e prepararle per il deposito in Corte di Cassazione. Dalla provincia di Vicenza sono già state spedite 10450 firme ed entro la settimana prossima ne saranno pronte altrettante. La campagna di raccolta firme a favore della ripubblicizzazione dell'acqua ha prodotto risultati mai visti prima in Italia e in provincia.
In questi mesi di campagna referendaria abbiamo inondato il Paese, con banchetti in ogni luogo. Abbiamo condiviso speranze e voglia di cambiare insieme a donne e uomini di tutte le età, esperienze e culture. Oltre un milione di persone si sono riconosciute in questo percorso, oltre un milione di persone chiedono a gran voce una gestione pubblica e partecipata dell'acqua. Abbiamo tutte e tutti portato a termine un'entusiasmante prima tappa: tanti, diversi, assieme. Lunedì 19 luglio consegneremo centinaia di scatoloni contenenti le nostre firme. Come sempre, vorremmo farlo non come adempimento burocratico, ma come una festa dell'acqua.
Con l'allegria di chi presente nel presente ma cammina nel futuro fino a ricostruire tutt'insieme "Il Quarto Stato", nell'accompagnamento delle firme verso la Corte di Cassazione. Con musica e fiducia, intelligenza e creatività. Il Forum per l'acqua pubblica desidera che a questa festa partecipino persone da tutti i territori, perchè lì sta "l'humus della nostra fertilità".
Sappiamo che si tratta uno sforzo importante chiedere a molte e molti un nuovo viaggio. Sappiamo che sarebbe bello far vedere la ricchezza di quest'esperienza.
Il 12 luglio – siamo tornati a manifestare: il corteo con partenza alle 20.00 dalle scuole di Via Prati, arrivati al Parco della Pace dove Luca Bassanese e Marco Paolini sono saliti sul palco per regalare ancora una volta ai vicentini musica e spettacolo. L’iniziativa è stata organizzata dal Forum Provinciale Acqua Bene Comune, al quale anche i Giovani Comunisti e Rifondazione Comunista partecipano. Ora si tratta, dopo l'approvazione ed il bando del referendum, di portare gli elettori alle urne, e vincere!


AAA CERCASI VOLONTARI. Mancano pochissimi giorni alla consegna delle firme in Cassazione (19 luglio) e ci sono ancora moltissime cose da fare. Per chi vive a ROMA e ha qualche ora da dedicare all'acqua bene comune venga a dare una mano a VIA DEL POLICLINICO 131, presso la sede di Rifondazione, è aperto tutti i giorni, tutto il giorno, fino a domenica.

venerdì 18 giugno 2010

Pomigliano, verrà il tempo del riscatto per gli operai e per tutti gli studenti ed i lavoratori


Editoriale di Dino Greco di Liberazione del 18/06/2010

In prossimità del 22 giugno - quando gli operai della Fiat di Pomigliano saranno chiamati a sottoscrivere il proprio solenne atto di sottomissione e di rinuncia a tutto ciò che distingue un lavoratore da una bestia da soma e, per sovraprezzo, a ringraziare l’azienda che in cambio di lavoro servile continuerà a elargire loro un pezzo di pane - abbiamo ascoltato due pronunciamenti che meritano qualche considerazione.
Il primo è di Walter Veltroni il quale ieri, ha spiegato, in una lunga intervista al Corriere della Sera, che la Fiat non ha compiuto alcun ricatto. L’ultimatum che essa ha rivolto ai suoi dipendenti e alle loro organizzazioni sindacali non sarebbe infatti che «il frutto di una condizione obiettiva, figlia della globalizzazione diseguale». Come dire: se la competitività planetaria fra imprese (elevata a universale criterio regolatore delle relazioni civili) colloca salario e diritti al livello più basso imposto dal mercato, non resta che inchinarvisi. Ma in Veltroni vi è qualcosa di più e di altro che una mesta rassegnazione. C’è l’intima convinzione che quella soluzione vada proprio bene, che la filosofia del Lingotto parli il linguaggio della modernità e che ciò di cui sono privi la sinistra-sinistra e il pezzo di sindacato che rimane pervicacemente classista, è lo «spirito di innovazione».

Inutile scavare dentro questa formula così oscura. Non vi si troverebbe niente, se non la convinzione che la borghesia industriale, illuminata e lungimirante, incarna la quintessenza del progresso, mentre gli operai, attardati nelle fumisterie ideologiche del tempo che fu, dovrebbero abbandonare la pretesa di esprimere un punto di vista collettivo, una soggettività sindacale e politica, perchè figli di quella pratica del conflitto sociale che già Berlusconi aveva rottamato nel discorso ai padroncini della Confartigianato. Come si vede, un pensiero squisitamente moderno che torna a trattare il proletariato, <+Cors>mutatis mutandis<+Tondo>, come plebe succube e questuante. Poi, Veltroni, forse sfiorato dal dubbio che l’annichilimento del contratto nazionale e la confisca del diritto di sciopero non rappresentino esattamente un fatto di civiltà, si affretta a raccomandarci di non considerare la soluzione di Pomigliano «un modello», destinato a diffondersi e a cambiare in radice i rapporti sociali in Italia. Per l’uomo di tutte le abiure, siamo soltanto di fronte ad una “contingente necessità”...
Il secondo pronunciamento, una breve dichiarazione, per la verità, è di Guglielmo Epifani, che ha sentito il bisogno di preconizzare la vittoria del “sì” nell’imminente referendum.
Vale a dire la “previsione” che il ricatto sui lavoratori avrà un’efficacia dirompente e che il baratto nefasto, lavoro contro diritti, un’elemosina contro la rinuncia alla libertà, avranno libero corso.
Ora, ci sono scommesse che la drammaticità della situazione consiglierebbe di evitare, soprattutto al segretario della Cgil, soprattutto mentre Marchionne percuote sulla bilancia la sua “spada di Brenno” e lavora per ricacciare fuori dai cancelli della fabbrica quella Costituzione che imponenti stagioni di lotta e lo Statuto dei lavoratori avevano fatto entrare.
Per fortuna c’è, in questo catastrofico scenario, un’altra notizia che parla, questa sì, di modernità, di futuro. E soprattutto di dignità. A Melfi, l’altro grande complesso Fiat del Sud, nella rielezione delle Rsu, la Fiom è divenuta il primo sindacato, da terzo che era. Potrà anche essere che a Pomigliano i lavoratori, stretti nella tenaglia, finiscano momentaneamente per soccombere. Ma ognuno di loro conosce bene, in cuor proprio, chi li potrà difendere e aiutare a guadagnarsi il riscatto, quando sarà il momento. E quel tempo, potete esserne certi, prima o poi verrà.